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Appello avverso sentenza dichiarativa di perenzione
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Appello avverso sentenza dichiarativa di perenzione

Appello avverso sentenza dichiarativa di perenzione

Traccia.

La sezione … del TAR …definitivamente pronunciando sul ricorso promosso dal sig. Tizio, l’ha dichiarato perento. In particolare, il TAR … ha ritenuto che l’omissione dell’avviso di cui all’art. 9, comma 2, della legge 21 luglio 2000 n. 205, da parte degli uffici di Segreteria, non precludesse al Collegio la declaratoria di perenzione di un ricorso pendente da oltre dieci anni.                                                                                                                                                      Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, che ha ancora interesse alla decisione nel merito della controversia, rediga l’atto ritenuto più opportuno.

Giurisprudenza.

Cons. Stato, Sez. IV, 15 maggio 2002, n. 2589: “In tema di perenzione ultradecennale, l’omissione della notifica dell'avviso previsto dall'art. 9, 2° comma, L. 21 luglio 2000 n. 205, comporta una lesione del contraddittorio; pertanto, deve essere accolta l'opposizione al decreto che dichiara la perenzione ultradecennale del ricorso in mancanza di suddetta notifica”.

ECC.MO CONSIGLIO DI STATO IN S.G. ROMA

RICORRE IN APPELLO

il sig. Tizio, CF. .. rappresentato e difeso, come da mandato a margine del presente atto dall’avv. …. CF …  , con il quale elettivamente domicilia presso il suo studio sito in Roma, all via … che dichiara, ai sensi e per gli effetti dell’art. 136, c. 1, c.p.a.,  di ricevere tutti gli avvisi e le comunicazioni al seguente numero telefax _________ o al seguente indirizzo di p.e.c.   ________

contro

… …

per l’annullamento

della sentenza n. … del… , depositata in segreteria il … , non notificata, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale del … – sezione  … – definitivamente pronunciando sul ricorso R.G.n. … , proposto dal sig …. , l’ha dichiarato perento compensando le spese.

FATTO

Con la sentenza impugnata la … sezione del TAR … ha ritenuto che l’omissione da parte degli uffici di Segreteria dell’avviso di cui all’art. 9, comma 2, della legge 21 luglio 2000 n. 205, non precludesse al Collegio la declaratoria di perenzione di un ricorso pendente da oltre dieci anni. Secondo il giudice di prime cure, infatti, diversamente opinando, si dovrebbe riconoscere alla Segreteria del Tribunale (che oltre ai compiti organizzativi, ha solo poteri certificativi di situazioni processuali) il potere di incidere sulla durata del periodo, fissata dal legislatore in un decennio, entro il quale il giudice può decidere un ricorso sottoposto al suo esame.                         Tale decisione è palesemente erronea e va, pertanto, annullata sulla base delle seguenti considerazioni in

DIRITTO

VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 24 E 111 DELLA COSTITUZIONE. VIOLAZIONE E FALSA APPLICAZIONE DELL’ART. 9 DELLA LEGGE 21 LUGLIO 2000 N. 205.

Come è noto, l’art. 9, 2° comma, della L. n. 205/200, ha disposto quanto segue:              A cura della segreteria è notificato alle parti costituite, dopo il decorso di dieci anni dalla data di deposito dei ricorsi, apposito avviso in virtù del quale è fatto onere alle parti ricorrenti di presentare nuova istanza di fissazione dell'udienza con la firma delle parti entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso medesimo. I ricorsi per i quali non sia stata presentata nuova domanda di fissazione vengono, dopo il decorso infruttuoso del termine assegnato, dichiarati perenti con le modalità di cui all'ultimo comma dell'art. 26 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, introdotto dal comma 1 del presente articolo”.

Tale norma prevede una particolare forma di perenzione di carattere misto, che prende in considerazione, da una parte, il decorso di un determinato periodo di tempo dal deposito del ricorso (dieci anni, poi ridotto a cinque anni dall’art. 54 D.L n.112/2008, convertito dalla L. n.133/2008), che prescinde dall’eventuale attività sollecitataria svolta delle parti e, dall’altra, la mancata presentazione a cura delle parti ricorrenti di una nuova domanda di fissazione di udienza, con la firma delle parti stesse, nel termine perentorio di sei mesi dalla notifica di apposito avviso a cura della Segreteria.

La norma, dunque, accanto al requisito del mero decorso di un determinato periodo di tempo, richiede, in modo chiaro ed inequivoco, un secondo indispensabile requisito che ricollega sostanzialmente all’inattività delle parti ricorrenti protratta per sei mesi, a seguito di specifico avviso della Segreteria, l’estinzione per perenzione del giudizio.

A tale proposito, è stato opportunamente osservato in dottrina che il requisito del mero decorso di un determinato periodo di tempo dal deposito del ricorso non potrebbe costituire il presupposto unico per l’estinzione del giudizio, in quanto in tal modo verrebbe ad essere violata la garanzia del diritto di azione ex art.24 Cost., che non si esaurisce al momento dell’accesso al processo, ma va configurato, anche in virtù dell’art.111 Cost. che  ne assicura la ragionevole durata, come diritto ad ottenere una tutela effettiva in tempi ragionevoli mediante  una pronuncia sul merito della controversia[1].

Tale ragionamento, del resto, appare conforme agli orientamenti della Corte Costituzionale, la quale ha escluso l’esistenza in via di principio sul piano costituzionale di un divieto di introdurre nel processo un onere generalizzato di istanza di trattazione o fissazione di udienza, con comminatoria di estinzione del processo decorso un periodo ragionevole di inattività processuale, salvo a verificare se in concreto siano stati introdotti adempimenti vessatori, ovvero modalità assolutamente irragionevoli, tenuto conto dello specifico sistema processuale[2].              Il principio dell’indefettibilità della comunicazione dell’avviso di segreteria affinchè si pervenga alla perenzione del giudizio è stato più volte ribadito dalla giurisprudenza, la quale ha affermato in maniera estremamente chiara ed altrettanto perentoria che “in tema di perenzione ultradecennale, l’omissione della notifica dell'avviso previsto dall'art. 9, 2° comma, L. 21 luglio 2000 n. 205 comporta una lesione del contraddittorio; pertanto, deve essere accolta l' opposizione al decreto che dichiara la perenzione ultradecennale del ricorso in mancanza di suddetta notifica” (così, Cons. Stato, Sez. IV, 15 maggio 2002, n. 2589).                

P.Q.M.

si conclude perché voglia codesto ecc.mo Consesso accogliere il presente appello e, per l’effetto, annullare la gravata sentenza del TAR …, sez …, n. …, depositata in segreteria il … non notificata … ed i provvedimenti ed atti impugnati in primo grado, con ogni statuizione di legge anche in ordine alle spese ed onorari di giudizio.

Luogo e data …

                                                                                            avv. ….

(di Giuliano Taglianetti)

 



[1] In tal senso, si è espresso A. CERRETO, L’estinzione del processo per inattività, con particolare riferimento al giudizio amministrativo, pubblicato il 18 febbraio 2011, in www. giustizia-amministrativa.it

[2] In tal senso, si è espressa la Corte Costituzionale con sentenza 13 luglio 2000, n. 267; in termini 16 aprile 1998, n. 111.