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Atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo
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Citazione in opposizione a decreto ingiuntivo

 

Traccia

La società Gamma s.r.l, operante nel settore  di progettazione, realizzazione e fornitura di supporti logistici, elettronici ed elettromeccanici, sigla un contratto di apertura di credito con la Banca Alfa.

I soci della società Gamma s.r.l. prestano garanzia personale, a mezzo di fideiussione, onde mantenere gli affidamenti accesi presso il sistema creditizio per sostenere i costi d'impresa.

Nelle condizioni generali di contratto di fideiussione sottoscritto dai soci è inserita una clausola in base alla quale fanno piena prova nei confronti dei sottoscrittori le risultanze delle scritture contabili della banca.

Ben presto, tuttavia, la società Gamma s.r.l., in seguito ad una serie di operazioni, risulta debitrice, nei confronti dell’Istituto di credito di una somma tale da spingere quest’ultimo a chiedere a Tizio, socio garante della società Gamma s.r.l., di provvedere al rientro dell’esposizione debitoria.

Tizio si rifiuta di seguire tale richiesta asserendo  come, da accordi precedentemente raggiunti con la Banca, quest’ultima si impegnava ad informarlo costantemente circa l'esposizione bancaria maturata a carico della società affidataria. Tizio, altresì osservava come il credito vantato dall’istituto di credito comprendesse anche la rivalutazione trimestrale degli interessi (secondo la clausola n.7 delle condizioni generali di contratto sottoscritto da Tizio), pratica esplicitamente vietata dall’art.1283 c.c.

A fronte del diniego di Tizio la Banca Alfa promuoveva ricorso per decreto ingiuntivo, allegando, quale titolo di credito, l'estratto di saldaconto.

Il Giudice accoglieva la richiesta della Banca Alfa che provvedeva a notificare il decreto ingiuntivo a Tizio.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga il relativo atto di opposizione a decreto ingiuntivo.

 

Giurisprudenza

q       Cass. civ., S.U., 4 Novembre 2004, n.21095

 

 

Svolgimento

 

Tribunale Ordinario  di _______

Atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo

 

Il sig. Tizio, residente in __________ ed ivi elettivamente domiciliato in Via __________ n. ___, presso lo studio dell'avv. __________ che lo rappresenta e difende in virtù di procura rilasciata in calce del presente atto, propone

Opposizione

avverso il decreto ingiuntivo n. ___ (R.G.N. ___ ) emesso dall'intestato Ufficio il __________ e notificato, ai sensi dell'art. 149 c.p.c., il giorno __________, con il quale ad istanza della Banca Alfa si intima al medesimo di pagare la minor somma di € __________, oltre gli interessi moratori dal __________ e le spese del procedimento monitorio, in solido con le società __________ e __________, nonchè con i sigg.ri __________ e __________, in forza della esposizione maturata sul conto corrente di corrispondenza n. __________, garantito mediante fideiussione rilasciata, tra gli altri, dall'odierno intimato.

* * * * *

La lettura del ricorso proposto dalla banca istante, assai conciso nella narrazione degli elementi su cui si base l'emissione del provvedimento monitorio, all'apparenza, non lascerebbe dubitare circa la legittimità della domanda di pagamento avanzata.

Peraltro, a fronte delle fattispecie contrattuali evocate "... affidamenti ... garantiti da fideiussioni ..." (e cioè, dobbiamo ritenere, delle aperture di credito appoggiate su conti correnti di corrispondenza, a propria volta garantiti mediante fideiussioni) nonchè delle rapide quanto apodittiche conclusioni circa l'ammontare del credito vantato, occorre rilevare come quest'ultimo e la sua relativa misura, risultino privi di fondamento.

Ed infatti, dal breve riepilogo delle vicende antecedenti l'attuale fattispecie giudiziale, nonchè in base alle successive considerazioni in punto di diritto, appare evidente, viceversa,  l'illegittimità della richiesta monitoria proposta nei confronti dell'odierno opponente.

* * * * *     

Ora, affrontando, in breve, l'esposizione dei fatti, appare necessario specificare come la società Gamma s.r.l., affidataria della linea di credito oggetto dell'ingiunzione opposta (in relazione allo svolgimento della propria attività sociale di progettazione, realizzazione e fornitura di supporti logistici, elettronici ed elettromeccanici) ebbe a richiedere ai membri della propria compagine sociale il rilascio di garanzie personali, onde mantenere gli affidamenti accesi presso il sistema creditizio per sostenere i costi d'impresa.

In una tale ambito, quindi, i singoli soci venivano invitati a rilasciare idonee fideiussioni alla Banca Alfa.

Ciò posto, il sig. Tizio attesa la propria qualità di socio rilasciava, presso la sede della Banca Alfa in __________, via __________ n. ___, la propria garanzia fideiussoria.

In tale occasione, l'opponente, unitamente ad altri firmatari, sottoscriveva in bianco la fidejussione.

In seguito, nonostante i ripetuti solleciti, il sig. Tizio, non riceveva alcun riscontro alle richieste di chiarimenti circa l'esposizione bancaria maturata a carico della società affidataria, nonostante un precedente accordo che vincolava la Banca Alfa ad informarlo costantemente della situazione debitoria della garantita società Gamma s.r.l.

Tali circostanze, peraltro, benché rappresentate in più di un'occasione ai responsabili della agenzia bancaria intimante (Ag. ___ ), venivano materialmente trascritte in data __________ nella lettera consegnata a mani al direttore della precitata agenzia (dott.  __________ ).

* * * * *

Ora, in relazione alle vicende rappresentate, è necessario operare alcune imprenscindibili considerazioni di fondamentale rilevanza circa la legittimità e la correttezza della domanda di pagamento.

1) Dalla succinta documentazione prodotta a corredo del ricorso monitorio, si evince che alla data del __________ il saldo a debito del conto corrente di corrispondenza n. __________ sarebbe di € __________.

Tale dato appare trascritto nell'estratto di saldaconto bancario, aggiornato alla data del __________, certificato ex art. 50 D. Lgs. n. 358/1993.

Parliamo, non a caso, di saldaconto, in quanto il documento prodotto da controparte non è certamente un estratto conto, poiché nell'unica pagina depositata in atti, risulta trascritta solamente una decina di operazioni contabili effettuate dal giorno ___ al giorno ___ del mese di ottobre dell'anno ___.

Ora, non vi è dubbio che la previsione legislativa parli espressamente di estratto conto, proprio per evitare la produzione di un mero estratto recante il solo saldo (appunto, il saldaconto), così come costantemente effettuato, in precedenza, da parte degli istituti di credito sotto l'egida dell'art. 102 della L. n. 141 del 7 marzo 1938.

D'altronde, è evidente che la ragione dell'obbligo di produzione di un estratto conto, riposi proprio nel fatto di poter verificare le singole partite creditorie e debitorie (dare/avere), al fine di pervenire alla esatta risultanza contabile a saldo.

Ad ogni buon conto, occorre rilevare come tale documento, se anche risulta costituire prova idonea ai fini dell'emissione del provvedimento monitorio, non appare egualmente atto a comprovare l'esistenza dell'asserito diritto di credito, nella eventuale e successiva fase di ordinaria cognizione a seguito della proposta opposizione.

In particolare, il dato contabile trascritto sulla certificazione bancaria, nell'ambito del processo ordinario (secondo una costante giurisprudenza di legittimità e di merito formatasi sotto entrambe le disposizioni normative sopra individuate), riveste la qualità di una mera presunzione da avvalorarsi, nel corso del giudizio, attraverso una serie di ulteriori elementi.

Tali dati, nella fattispecie, potranno ricavarsi mediante la produzione delle singole schede di "movimento" del conto corrente sul quale sono riportate le partite creditorie e debitorie che hanno determinato il saldo oggetto della richiesta ingiunzione.

Ne, sotto il diverso profilo contrattuale, può assumere valenza l'obbligazione assunta ex art. 7, 1 comma delle condizioni generali del contratto di fideiussione secondo la quale fanno piena prova nei confronti dello stesso le risultanze delle scritture contabili della banca.

Tale previsione normativa, infatti, si palesa pacificamente vessatoria (squilibrio contrattuale tra le parti) e ricade quindi sotto il dettato di inefficacia di cui all'art. 1469 quinquies cod. civ., in relazione alla censura fissata dai parametri di cui ai nn. 2, 16 e 18 della lista, dall'art. 1469 bis cod. civ..

La vessatorietà di siffatta previsione, d'altronde, si commenta da sola, anche in riferimento alla disposizione dell'art. 2709 cod. civ. (secondo la quale le scritture contabili fanno prova nei confronti dello stesso e non certo a favore) laddove, nella fattispecie, si vorrebbe conferire il valore di prova legale ad un documento di provenienza unilaterale da parte della banca.

2) Sempre nel contratto di cui è causa, risulta prevista la chiusura delle partite debitorie ad ogni trimestre ed è, altresì, fissato che gli interessi dovuti dal correntista all'azienda di credito, come sopra specificato, producano a loro volta interessi nella stessa misura (art. 7 delle condizioni generali di contratto).

Ora, la chiusura trimestrale con la corresponsione di interessi su interessi, costituisce una palese violazione del divieto di anatocismo secondo la disciplina codicistica, ex art. 1283 cod. civ., che espressamente statuisce che gli interessi scaduti possono produrre, a loro volta, interessi, soltanto: a) dal giorno della domanda giudiziale; b) per l'effetto di convenzione posteriore alla scadenza purché si tratti di interessi dovuti per almeno sei mesi.

Orbene, la Banca __________ ha sempre richiesto alla __________ nel corso del lungo rapporto intrattenuto, il pagamento degli interessi di mora non semestralmente, bensì trimestralmente, applicando un vero e proprio anatocismo.

Nè, può essere accettato l'eventuale richiamo ad una applicazione, nella fattispecie dei c.d. "usi bancari" che derogano al disposto di cui all'art. 1283 cod. civ..

La dottrina maggioritaria, infatti, da sempre sostiene che il divieto di anatocismo previsto nel codice civile non può considerarsi derogabile in quanto tale norma rientra nel novero di quelle imperative.

Pertanto, gli "usi bancari" non sarebbero ammissibili per la formazione di una consuetudine legittimante un anatocismo proveniente dalla ripetuta adozione di clausole generali predisposte dal cartello bancario in aperto contrasto con la previsione di cui all'art. 1283 cod. civ. e perciò stesso nulle ai sensi degli art. 1418 e 1419 cod. civ..

D'altronde, qualsivoglia atto, sia pur reiterato nel tempo che al momento della relativa attuazione sia in contrasto con quanto previsto da una legge non potrà mai essere considerato "uso" in senso giuridico.

L'anatocismo, in definitiva, risulterebbe ammissibile soltanto per l'uso avente carattere normativo, che andrebbe accertato e dimostrato come già esistente quantomeno in un momento antecedente alla promulgazione del codice del 1942, sempre che risulti attualmente esistente.

Si aggiunga che la giurisprudenza, ribaltando il granitico e precedente orientamento, ha ritenuto di condividere i principi esposti.

I più recenti sviluppi della giurisprudenza, prima di merito e poi di legittimità (per tutte Cass. n. 12507/99 e n. 5286/00), prendendo spunto dalle novità normative in tema di usura (L. n. 108/96) e di tutela del consumatore (L. n. 52/96, che ha introdotto l'art. 1469 bis e ss. cod. civ.), ha stabilito che sono rilevanti solo ed esclusivamente gli "usi normativi" e non certo gli "usi negoziali".

I principi affermati nella motivazione delle decisioni citate possono così sintetizzarsi:

a.       gli usi cui fa riferimento l'art. 1283 c.c. in materia di anatocismo sono quelli normativi di cui agli artt. 1, 4 e 8 delle disp. Prel. al cod. civ.. Solo tali usi contrari possono derogare al divieto di capitalizzazione anatocistica;

b.       le norme bancarie uniformi predisposte dall'ABI non hanno natura normativa ma pattizia e rilevano solo se richiamate dal contratto ai sensi dell'art. 1340 c.c.;

c.       non esiste prima del 1942 un uso normativo che autorizza la capitalizzazione trimestrale degli interessi a carico del cliente di un istituto di credito;

d.       le norme bancarie uniformi (N.U.B.) che consentono tale capitalizzazione sono state predisposte per la prima volta in data 1/01/1952;

e.       gli usi bancari difettano, in ogni caso, del presupposto psicologico della spontanea adesione da parte di entrambi i contraenti, che caratterizza l'uso normativo, laddove l'uso della Camera di Commercio difetta, comunque, del carattere nazionale della prassi, trattandosi sempre di usi locali.

Peraltro, anche con riferimento a questo aspetto riteniamo superfluo esporre ulteriori considerazioni, limitandoci a puntualizzare come in riferimento a quanto ora dedotto il legislatore, da ultimo sia intervenuto in subietta materia (art. 120, 2 comma D.Lgs. n. 385/93 come modificato dall'art. 25 del D.Lgs. n. 34/99) definendo in modo chiaro ed univoco la disciplina legale che di fatto ricalca, tutto quanto sin qui considerato.

Risulta evidente, pertanto, che la somma richiesta con il decreto ingiuntivo qui opposto è illegittima ed erronea, con conseguente nullità ex art. 1418, 1419 c.c. per palese violazione dell'art. 1283 c.c..

* * * * * * * * * *

Quanto sopra ritenuto e considerato, il sig. Tizio, come in epigrafe rappresentato difeso e domiciliato

Cita

la Banca Alfa, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in __________, via __________n. ___, presso lo studio del suo procuratore costituito, avv. __________, nonchè i sigg.ri __________ residente in __________, via __________ n. ___, __________, residente in __________, via __________ n. ___, a comparire avanti al Tribunale di __________- Sezione distaccata di __________, all'udienza del __________, luogo ed ore di rito, con espresso invito a costituirsi nelle forme stabilite dall'art. 166 c.p.c., nel termine di venti giorni prima della suddetta udienza, nonchè con espresso avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine implicherà la decadenza di cui all'art. 167 c.p.c. e che, in mancanza, si procederà in loro legale contumacia, per ivi senti accogliere le seguenti

Conclusioni

Voglia l'Ecc.mo Tribunale adito, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa:

nel merito, previo accertamento e conseguente declaratoria: dichiarare nullo o comunque privi di efficacia e, per l'effetto, revocare il decreto ingiuntivo opposto;

in via subordinata, accertarsi la minor somma dovuta in relazione a tutto quanto esposto e dedotto in atti, anche mediante idonea consulenza tecnica d'ufficio che individui e verifichi i parametri economico finanziari normativi ed i criteri contabili sulla base della documentazione da prodursi da parte della banca opposta con riferimento al conto corrente di corrispondenza e della fideiussione di cui è causa.

In ogni caso, accertarsi o dichiararsi il diritto di regresso di surroga dell'odierno opponente nei confronti di tutti i coobbligati principali ed in garanzia.

Con riserva di ogni ulteriore deduzione ex art. 180 e 183 c.p.c. nonchè formulazione di mezzo istruttorio e produzione documentale ex art. 184 c.p.c..

Con vittoria delle spese di lite.

Si offrono in produzione i seguenti documenti:

1) __________

2) __________

3) __________

 

__________, lì __________

 

Avv. __________

 

PROCURA:

Avv._______________

Vi delego a rappresentarmi e difenderrmi in ogni stato e grado del presente procedimento, ed in quello eventuale di impugnazione, opposizione, esecuzione e convalida, compreso il tentativo di conciliazione da esperirsi presso l’U.P.M.O.

All’uopo Vi conferisco le più ampie facoltà di legge, comprese quelle di riassumere il processo, chiamare in causa i terzi a qualsiasi titolo, iscrivere e/o trascrivere atti conservativi, transigere, chiedere termine di grazia, conciliare, quietanziare ed incassare in mio nome e conto, effettuare rinunzie ed accettazioni di rinunzie altrui  ad atti, ad azioni o a trascrizioni, spiccare atti di precetto e richiedere pignoramenti e sequestri anche presso terzi, nominare e sostituire a sé altri procuratori o domiciliatari, avendo sin d’ora per rato e fermo il Vostro operato.

Eleggo domicilio presso di Voi ed i Vostri eventuali domiciliatari.

Dichiaro, inoltre, ai sensi e per gli effetti di cui al D.lgs. 196/2003, di essere stato edotto che i dati personali richiesti direttamente ovvero raccolti presso terzi verranno utilizzati ai soli fini del presente incarico e presto conseguentemente il mio consenso al loro trattamento.

__________________

 

E’ Autentica

 

 

RELATA DI NOTIFICA

Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto presso l'Ufficio notifiche del Tribunale di __________, ad istanza come in atti ho notificato il suesteso atto a:

1) Banca Alfa, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in __________, via __________n. ___, presso lo studio del suo procuratore costituito, avv. __________, mediante consegna di copia conforme all'originale a:

2) __________   

 

(di Danilo Dimatteo)

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