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Comparsa di risposta con domanda riconvenzionale ex art. 167 c. p. c. Vendita di prodotti industriali di massa e vizi degli stessi.
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Comparsa di risposta con domanda riconvenzionale ex art

Comparsa di risposta con domanda riconvenzionale ex art. 167 c. p. c. Vendita di prodotti industriali di massa e vizi degli stessi, risarcimento del danno ex art. 1494 cod. civ.

Traccia

La Società Alfa SpA, operante nel settore del confezionamento di mangime del settore zootecnico, in data 06.09.2009 acquista dalla ditta Beta SpA ingenti quantitativi di zinco di solfato e zinco di ossido, da destinare alla predisposizione degli integratori per gli allevatori di bestiame, per un importo di € 14000,00, versato quanto ad € 7000,00 e da versarsi il 31.12.2009 quanto al saldo.

Tizio, rappresentante legale della ditta Alfa SpA, si reca dal proprio avvocato segnalandogli che il 12.10.2009, in seguito a un controllo operato sui mangimi dai funzionari dell'ASL distrettuale, egli ha casualmente scoperto alcuni vizi da cui sono affetti i prodotti sopra citati: tali vizi si sostanziano nella presenza di un'elevata quantità di cadmio e piombo, rispettivamente nello zinco solfato e nello zinco ossido, tale da determinare un evidente pericolo per la salute del bestiame ed anche per i consumatori finali delle carni.

Tizio puntualizza, altresì, che in conseguenza di ciò, la Società Alfa SpA si è vista costretta a bloccare tutti i prodotti già confezionati per gli integratori nei propri magazzini ed, inoltre, a ritirare dal mercato quelli già venduti e il mangime ormai approntato, ma non ancora utilizzato per il foraggio.

Tizio, infine, chiarisce di avere denunciato i vizi sopra citati in data 15.10.2009 e, successivamente, di essere stato citato in giudizio, quale amministratore della Società Alfa SpA, dalla rivenditrice Beta SpA, la quale pretenderebbe il risarcimento dei danni per inadempimento contrattuale con contestuale versamento del saldo.

Il candidato, assunte le vesti del legale della Società Alfa SpA, rediga l'atto giudiziario più idoneo a tutelare le ragioni della propria assistita.  

 

Giurisprudenza

o        Cassazione Civile 05 marzo 2008, sez. II, n. 6007 per la quale in tema di vizi della cosa venduta, la disposizione dell'art. 1494 cod. civ. trova applicazione anche nel campo della grande distribuzione ovvero della rivendita di prodotti industriali di massa, sicché il rivenditore è responsabile nei confronti del compratore del danno a lui cagionato dal prodotto difettoso se non fornisce la prova di aver attuato un idoneo comportamento positivo tendente a verificare lo stato e qualità della merce e a controllare in modo adeguato l'assenza di vizi, tenendo conto che i doveri professionali del rivenditore impongono, secondo l'uso della normale diligenza, controlli periodici o su campione, al fine di evitare che notevoli quantitativi di merce presentino gravi vizi di composizione o conservazione.

 

Svolgimento

TRIBUNALE DI________________________________

SEZ._________ GIUDICE DR._______________

R. G. N._________ UDIENZA del__________

COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA

CON DOMANDA RICONVENZIONALE

Per la Società Alfa SpA, con sede in__________alla Via___________________, n______, P. IVA________________, in persona del legale rappresentante pro tempore, Sig. Tizio, elettivamente domiciliata presso lo studio dell'Avv._______, del foro di__________________, C.F._______________________, alla Via________, n°____, dal quale è rappresentata e difesa giusta procura in calce al presente atto, il quale dichiara di voler ricevere gli avvisi e le comunicazioni di cui agli artt. 133, comma 3, 134, comma 3 e 176, comma 2 c.p.c., al n. di fax_______________o all'indirizzo di posta elettronica_______________@_______________,

 

- Convenuta

Contro: La società Beta SpA, con sede in__________, rappresentata e difesa dall'Avv.____________del foro di____________

- Attrice

Con atto di citazione ritualmente notificato in data ___, la Società Beta SpA, in persona del legale rapp.te pro tempore, conveniva in giudizio la Società Alfa SpA, per ivi sentirla condannare al pagamento della somma di €___________ (oltre interessi e spese di causa), quale risarcimento del danno da inadempimento contrattuale e relativo saldo del prezzo della merce venduta in data 06.09.2009.

Costituendosi nel presente giudizio, la Società Alfa SpA – come sopra rappresentata e difesa – chiede la reiezione delle domande attoree per i seguenti motivi:

In fatto

·         Con contratto di vendita la Società Alfa SpA, operante nel settore del confezionamento di mangime del settore zootecnico, in data 06.09.2009 acquistava dalla ditta Beta SpA ingenti quantitativi di zinco di solfato e zinco di ossido, da destinare alla predisposizione di integratori per gli allevatori di bestiame ;

·         Il contratto di compravendita relativo ai citati prodotti, dell'importo totale di € 14.000,00, prevedeva un primo versamento di € 7.000,00, effettuato alla data di stipula dello stesso e un secondo, della stessa cifra, da realizzare alla data del 31.12.2009;

·         In data 12.10.2009 Tizio, in seguito a un controllo operato sui mangimi dai funzionari dell'ASL distrettuale, scopriva casualmente vizi di una certa rilevanza, da cui erano affetti i prodotti acquistati;

·         Tali vizi si sostanziavano nella presenza di un'elevata quantità di cadmio e piombo, rispettivamente nello zinco solfato e nello zinco ossido, tale da determinare un evidente pericolo per la salute del bestiame ed anche per i consumatori finali delle carni;

·         In conseguenza di ciò, la Società Alfa SpA si vedeva costretta a bloccare tutti i prodotti già confezionati per gli integratori nei propri magazzini  ed, inoltre, a ritirare dal mercato quelli già venduti e il mangime ormai approntato, ma non ancora utilizzato per il foraggio.

·         Con la massima tempestività e, precisamente, in data 15.10.2009, Tizio, quale rappresentante legale della Società Alfa SpA acquirente, contestava i vizi alla ditta venditrice, rappresentandole l'intenzione di avvalersi della garanzia ex art. 1490 cod. civ. e, per l'effetto, ottenere adeguata riduzione del prezzo di compravendita;

·         Per tutta risposta la Società venditrice Beta SpA, senza nemmeno verificare la esistenza e la entità dei vizi contestati, si limitava ad escludere qualsiasi responsabilità, sostenendo che i minerali erano stati importati dalla Cina e che, quindi, non erano stati confezionati dalla stessa ed insistendo per l'inadempimento della obbligazione di pagamento con contestuale richiesta del saldo del prezzo convenuto;

·         Alla diffida ad adempiere inviata dall'avvocato della controparte, seguiva la notifica dell'atto di citazione che ha dato origine alla presente causa.

In Diritto

1. Garanzia per i vizi ex art. 1490 cod. civ.

E' noto che gli artt. 1476, n. 3 e 1490 cod. civ. Pongono, a carico del venditore, l'obbligo di garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendono inidonea all'uso o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.

Nel caso di specie non può sussistere alcun ragionevole dubbio sul fatto che i vizi contestati (presenza di un'elevata quantità di cadmio e piombo, rispettivamente nello zinco solfato e nello zinco ossido) siano riconducibili alla nozione di “vizio” delineata dall'art. 1490 cod. civ.

La garanzia in parola può essere fatta valere mediante proposizione di azione, nel termine di un anno dalla consegna della merce, oppure sempre in via eccezionale, a condizione che il vizio sia stato denunciato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell'anno dalla consegna (art. 1495, ultimo comma, cod. civ.) (Cfr. Cass. Civ., 27.09.2007, sez. II, n. 20332). Prevenendo, sul punto, ogni possibile eccezione avversaria, si precisa che la Società Alfa SpA ha denunciato tempestivamente i vizi scoperti in data 15.10.2009.

Pertanto, in ragione di quanto codificato all'art. 1492 cod. civ., a parere di questa difesa, la Società Alfa SpA ha diritto di ottenere una riduzione del prezzo pattuito, che sia rapportata alla natura e alla entità dei vizi contestati.

2. In via riconvenzionale: risarcimento del danno ex art. 1494 cod. civ.

La tutela concessa al compratore, per l'ipotesi dell'esistenza di vizi della cosa venduta, comprende anche il diritto al risarcimento del danno, di cui all'art. 1494 cod. civ.

Poiché tutte le azioni spettanti al compratore per i vizi della cosa venduta sono soggette alle modalità di esercizio previste dall'art. 1495 cod. civ., deve senz'altro riconoscersi alla odierna Società convenuta il diritto di ottenere il risarcimento del danno ex art. 1494 cod. civ., in accoglimento di azione in via riconvenzionale che, con la presente comparsa, si spiega.

E' noto, infatti, che l'art. 1494 c.c., in tema di responsabilità risarcitoria del venditore per i vizi della cosa, che non provi di aver ignorato senza colpa, trova applicazione anche nel campo della grande distribuzione, ovvero della rivendita di prodotti industriali di massa, ancorché confezionati, come nella specie.

A parere di questo difensore, si deve infatti tenere conto, in tale ipotesi, che i doveri professionali della venditrice, e cioè di Beta SpA, se non potevano includere l'effettuazione di indagini e riscontri assidui, sì da scoprire anomalie della singola confezione, tuttavia imponevano, secondo le regole di normale diligenza, controlli periodici o su campione, al fine di evitare che notevoli quantitativi di merce, presentassero gravi vizi di composizione, com'erano il cadmio e piombo in titolo parecchio eccessivo, anche alla stregua della destinazione della merce stessa e della consequenziale attitudine ad arrecare nocumento, nella specie, trattandosi di mangimi per animali (Cfr. Cass. Civ., Sez. II, 05.03.2008, n. 6007, conf. Cass. Civ., sez. II, 26.11.1997, n. 11845). Né un eventuale obbligo di Alfa SpA di procedere alla preventiva analisi del prodotto acquistato prima dell'utilizzo per la preparazione degli integratori poteva esonerare la società venditrice dall'obbligo di non commercializzare prodotti contenenti sostanze minerali indesiderabili in percentuali superiori alla tollerabilità, o addirittura pericolosi per la salute degli animali e quindi per quella umana, atteso che la disciplina relativa alla responsabilità per vizi dell'oggetto del contratto non poteva non essere applicabile alla fattispecie in esame.

Inoltre, non si può ritenere superata la presunzione di colpa in capo all'alienante Beta SpA, in ordine ai difetti della merce ceduta, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1176 e 1494 c.c., sicché va osservato pure che, ai fini del risarcimento del danno spettante alla compratrice Alfa SpA per i vizi degli additivi venduti, l'art. 1494 c.c. avrebbe posto una presunzione di conoscenza di detti vizi, anche se occulti, a carico della venditrice medesima. Pertanto l'obbligo della garanzia era escluso soltanto se Beta SpA avesse fornito la prova liberatoria di avere ignorato senza sua colpa i vizi medesimi (Cfr. anche Cass. Civ., sez. II, 20/05/1997, n. 4464). Nel caso in esame, parte attrice non ha fornito alcuna prova necessaria per vincere la presunzione di che trattasi.

Non è al momento possibile indicare l'esatta misura del danno patito: in parte lo stesso è già certo e quantificabile (con riguardo al prezzo pattuito per la fornitura, alle spese sostenute per ritirare gli integratori già venduti ai vari clienti e al mancato guadagno); in parte dovrà essere accertato in corso di causa, anche in via equitativa, tenendo debitamente conto delle voci di danno futuro. Con riferimento all'aspetto da ultimo richiamato, la giurisprudenza di legittimità ha ammesso la risarcibilità del danno futuro, quando lo stesso tragga origine da una causa efficiente già in atto – nel presente caso rappresentata dalla esistenza dei vizi – essendo a livello probatorio sufficiente dimostrare che, secondo una “fondata e ragionevole attendibilità”, il danno si produrrà (Cfr. Cass. Civ., sez. II, 30/03/2004, n. 6285).

Nel caso de quo tale danno potrà, ad esempio, discendere dalle spese che la Società Alfa SpA dovrà affrontare per la ripresa dei contatti e degli affari con i clienti già contattati - al momento del blocco dei prodotti già confezionati per gli integratori nei propri magazzini - e di quelli non ancora avvicinati.

Tanto considerato, in fatto e in diritto, la Società Alfa SpA, come in epigrafe rappresentata, difesa e domiciliata, confida nell’accoglimento delle seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione:

- Nel merito, accertare l'esistenza dei vizi contestati e dichiarare la responsabilità della Società Beta SpA – venditrice – ex art. 1490 cod. civ;

- Disporre la riduzione del prezzo di vendita, ex art. 1492 cod. civ., nella misura di €__________ e, per l'effetto,  rigettare le richieste di parte attrice in quanto inammissibili;

- In via riconvenzionale, accertare e dichiarare la responsabilità della parte attrice di cui all'art.  1494 cod. civ. e, per l'effetto, condannarla al risarcimento del danno, da quantificarsi – eventualmente anche in via equitativa – in corso di causa;

- Dichiarare la eventuale compensazione tra la somma dovuta ad Alfa SpA a titolo di risarcimento del danno ex art. 1494 cod. civ. e quella eventualmente ancora dovuta all'attrice Beta SpA, a titolo di saldo del prezzo di vendita delle merci, una volta operata la riduzione sopra richiamata;

- Per l'effetto, condannare la Società Beta SpA alla rifusione delle spese giudiziarie, oltre diritti, onorari, rimborso forfettario per spese generali (12,5%), CPA ed IVA, come da legge, con clausola di anticipazione al sottoscrivente procuratore in funzione anticipataria.

Si offrono in comunicazione, mediante deposito in cancelleria, i seguenti atti e documenti:

  • Atto di citazione, notificato in data_____;
  • Contratto  di compravendita dei quantitativi di zinco solfato e zinco ossido per la predisposizione degli integratori;
  • Raccomandata A/R del 15.10.2009 di denuncia dei vizi riscontrati;
  • _________________.

Si chiede che il Giudice adito voglia disporre la nomina di CTU, al fine di accertare l'esistenza reale dei vizi contestati e di determinare l'ammontare dei costi inerenti alla mancata o parziale utilizzazione delle merci, al lucro cessante per la mancata rivendita delle stesse agli allevatori ed alle attività necessarie alla ripresa degli affari, da parte della Società Alfa SpA, con i diversi clienti.

DICHIARAZIONE DI VALORE DELLA CAUSA

Ai sensi della L. 488/99, così come modificata e integrata dal D.P.R. 115/02, si dichiara che il valore della presente causa è variato per l’effetto della domanda riconvenzionale, divenendo pari ad € ___, non essendo comunque necessaria alcuna integrazione sulla considerazione che non viene superato il relativo scaglione

____________, lì_______________                                                                      Avv.____________ (firma)

PROCURA

Il sottoscritto Tizio, nato a ___, il ___, nella qualità di legale rappresentante della Società Alfa SpA, con sede in ___, via ___, (P.IVA ___) delega l’Avv.___, del Foro di ___, a rappresentarla e difenderla nel presente giudizio e in ogni successiva fase e grado, compresa la fase esecutiva, conferendo allo stesso ogni più ampia delega e procura consentita dalla legge, quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo, conciliare, transigere, quietanzare, incassare somme, chiamare in causa terzi, spiegare domande riconvenzionali, nominare sostituti in udienza ed indicare domiciliatari,

Elegge domicilio

presso lo studio dello stesso avvocato in ___, via ___,

Dichiara

inoltre di aver ricevute tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e 13 del D.Lgv. 30 giugno 2003, n. 196 e presta il proprio consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento del mandato conferito.

_____________, lì______________                                             Per la Società Alfa

                                                                                                     Tizio (firma)

                                                                                                     E' vera ed autentica

                                                                                                    Avv._______ (firma)

 

 

                                                                                              (di Giuseppe Potenza)