Login  Indietro  Stampa  
  Home PageEsercitazioniAttiDiritto civileComparsa di costituzione e risposta
Memoria di costituzione nel procedimento sommario di reintegrazione e manutenzione nel possesso, ex art. 703 c.p.c.
Documento originale
 
Documenti associati
nessuno
 
Associato da
 
 
 |  |  |  |  | 
 |  | 
 | 
 | 

Memoria di costituzione nel procedimento sommario di reintegrazione e manutenzione nel possesso, ex art

Memoria di costituzione nel procedimento sommario di reintegrazione e manutenzione nel possesso, ex art. 703 c.p.c. Le manifestazioni di volontà, verbali o scritte, rivolte all'affermazione di un diritto proprio o alla negazione di un diritto altrui, senza far temere imminenti azioni materiali contrastanti con la situazione di possesso, non configurano molestia possessoria ai sensi dell’art. 1170 c.c.

 

Traccia

Caio agisce con domanda di reintegrazione e manutenzione del possesso di una casa, di un giardino e di un terreno, situati nel territorio del comune di Frosinone, lamentando che il confinante Tizio – assumendosi acquirente dei 3/4 della proprietà di detti fondi, in virtù di scrittura privata registrata il 26.06.2009 – abbia invaso il terreno e manifestato la propria volontà di acquisire il possesso della casa e del giardino.

Nel proprio atto introduttivo della domanda possessoria esperita, Caio contesta a Tizio: a) di non averlo informato dell’avvenuto acquisto delle quote di comproprietà di detti beni dai legittimi proprietari, b) di essersi recato più volte sul terreno e c) di aver preannunciato il proprio intervento – attraverso due lettere legali trasmessegli – per regolare il confine ed apporre i termini, con la intenzione di escluderlo dal possesso, integrando così tale comportamento gli estremi della molestia possessoria.

Tizio, venuto a conoscenza delle pretese formulate da Caio, decide di rivolgersi ad un avvocato, al fine di tutelare le proprie ragioni nel migliore dei modi.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l’atto giudiziario più opportuno.

 

Giurisprudenza

 

o        Cassazione Civile, sez. II, 10 ottobre 2011, n. 20800 per la quale la molestia possessoria può realizzarsi, anche senza tradursi in attività materiali, attraverso manifestazioni di volontà che devono - però - esprimere la ferma intenzione del dichiarante di tradurre in atto il suo proposito, mettendo in pericolo l'altrui possesso. Invece, se le manifestazioni di volontà - siano esse verbali o scritte - siano rivolte all'affermazione di un diritto proprio o alla negazione di un diritto altrui senza far temere imminenti azioni materiali contrastanti con la situazione di possesso, non si è in presenza di molestia possessoria, bensì solo di espressioni intese ad evitare - se possibile - una controversia giudiziaria. La ricorrenza di una o dell'altra ipotesi rientra nella valutazione del giudice di merito, il cui accertamento - se adeguatamente motivato - sfugge al controllo di legittimità.

 

 

 

 

 Svolgimento

 

TRIBUNALE CIVILE di FROSINONE

G.U. Dott._______Udienza del_______R. G. n°______

MEMORIA di COSTITUZIONE nel PROCEDIMENTO ex ART. 703 C.P.C.

 

Per il Sig. Tizio, nato a_____________il______________ (C.F._____________), residente in___________, alla Via___________, n°____, elettivamente domiciliato presso lo studio dell'Avv._______, del foro di__________________, C.F._______________________, alla Via________, n°____, dal quale è rappresentato e difeso, giusta procura in calce al presente atto, dall'Avv._________, del foro di________, (C. F.____________), il quale dichiara di voler ricevere gli avvisi e le comunicazioni di cui agli artt. 133, comma 3, 134, comma 3 e 176, comma 2 c.p.c., al n. di fax_______________o all'indirizzo di posta elettronica certificata_______________@_______________, nel procedimento, ex art. 703 c.p.c., instaurato dal Sig. Caio, rappresentato e difeso dall'Avv._________del foro di____________

 

Premesso in fatto

 

·         Con ricorso ex artt. 669 bis e 703 c.p.c., depositato in data______________, Caio esperiva domanda di reintegrazione e manutenzione del possesso di una casa, di un giardino e di un terreno, identificati, rispettivamente, dai mappali nn.___, ___, ___, e situati nel territorio del comune di Frosinone;

·         Il ricorrente si doleva che il Sig. Tizio, suo confinante, – assumendosi acquirente dei 3/4 della proprietà di detti fondi, in virtù di scrittura privata registrata il 26.06.2009 – avesse invaso il terreno e manifestato la propria volontà di acquisire il possesso della casa e del giardino;

·         Caio, inoltre, contestava a Tizio non solo di non averlo informato dell’avvenuto acquisto delle quote di comproprietà di detti beni dai legittimi proprietari, ma anche di aver preannunciato il proprio intervento – attraverso due lettere legali trasmessegli l’una in data ________e l’altra in data _________– per regolare il confine ed apporre i termini, con la intenzione di escluderlo dal possesso, integrando così tale comportamento gli estremi della molestia possessoria;

·         In tale sede si costituisce il Sig. Tizio, rappresentato e difeso come in atti, il quale deduce espressamente la infondatezza, in fatto e in diritto delle avverse richieste.

 

Considerato in Diritto

 

a) Sullo spoglio e sulla turbativa del possesso.

E’ da sottolineare come lo spoglio e la molestia si configurano solo attraverso condotte aventi un apprezzabile contenuto di disturbo all'altrui possesso, rendendolo più gravoso e difficoltoso, e che la sola negazione dell'altrui possesso o le semplici diffide, come nel caso di specie, non integrano gli estremi della turbativa.

Conseguentemente, a parere di questo difensore non costituisce spoglio il solo recarsi sul fondo posseduto da altri, e non può essere considerata molestia il semplice invio di lettere volte a regolamentare i confini e dirette, comunque e solo, a far valere il proprio diritto preannunciandone legittimamente l'esercizio (Cfr. Cass. Civ., sez. II, 24.06.1995, n. 7200).

Non a caso, al riguardo, la stessa giurisprudenza del supremo organo di nomofilachia ha statuito che “la molestia possessoria può realizzarsi, anche senza tradursi in attività materiali, attraverso manifestazioni di volontà che devono - però - esprimere la ferma intenzione del dichiarante di tradurre in atto il suo proposito, mettendo in pericolo l'altrui possesso. Invece, se le manifestazioni di volontà - siano esse verbali o scritte - siano rivolte all'affermazione di un diritto proprio o alla negazione di un diritto altrui senza far temere imminenti azioni materiali contrastanti con la situazione di possesso, non si è in presenza di molestia possessoria, bensì solo di espressioni intese ad evitare - se possibile - una controversia giudiziaria. La ricorrenza di una o dell'altra ipotesi rientra nella valutazione del giudice di merito, il cui accertamento - se adeguatamente motivato - sfugge al controllo di legittimità” (Cass. Civ., sez. II, 10.10.2011, n.20800; conf. Cass. Civ., sez. II, 19.02.1999, n. 1409).

Nel caso oggetto del presente procedimento sommario, l'essersi recato l’odierno resistente sul terreno (mappale n.___) senza intenzione di spogliare o molestare il possesso e l’aver inviato lettere al ricorrente, tramite il proprio legale, manifestando unicamente la pretesa sulla casa e sul giardino (mappali nn._____) non per questo hanno ecceduto la dichiarazione di un mero, e neppure necessariamente invasivo intento, non integrando così, i requisiti della lesione possessoria.

 

b) Sull’animus spoliandi e turbandi.

Inoltre, emerge chiaramente come il ricorrente del procedimento de quo, Sig. Caio, non abbia fornito la prova della sussistenza dell’elemento psicologico degli ipotetici spogli e delle presunte turbative possessorie poste in essere dal Sig. Tizio: infatti, affinché sia legittimata l’azione di cui all’art. 703 c.p.c., è necessaria un’attività materiale e giuridica, concretantesi nella volontà dell’autore di compiere atti che modifichino o alterino l’altrui possesso e nella consapevolezza di violare le norme poste a tutela del pieno e libero esercizio del possesso (Cfr. Cass. Civ., sez. II, 13.09.2000, n. 12080; conf. Cass. Civ., sez. II, 29.05.1990, n. 5013).

Ergo, solo da tale consapevolezza, se provata, si sarebbe potuta evincere la coscienza reale di un’aggressione, da parte del Sig. Tizio, alla sfera di possesso in capo al Sig. Caio!

 

Tanto considerato, in fatto e in diritto, il Sig. Tizio, come in epigrafe rappresentato, difeso e domiciliato, confida nell’accoglimento delle seguenti

CONCLUSIONI

Voglia l’Ill.mo Tribunale adito, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, in accoglimento delle difese sopra illustrate:

- In via principale, dichiarare improponibile e inammissibile la domanda possessoria del ricorrente e, comunque, infondata nel merito, in fatto e in diritto;

- Conseguentemente, dichiarare legittimo l’intervento manifestato da Tizio al fine di regolare il confine e di apporre i termini sui fondi confinanti;

- Condannare il ricorrente alla refusione delle spese di lite, oltre, diritti ed onorari di causa e rimborso forfettario per spese generali (12,5%), oltre CPA ed IVA, come da legge.

In via istruttoria, chiede ammettersi prova testimoniale sui seguenti capitoli:

1)____________,

2)____________.

Si indicano quali testimoni i Sig. ri:

1)_____________;

2)_____________.

Si offrono in comunicazione, mediante deposito in cancelleria, i seguenti atti e documenti:

  • Ricorso ex artt. 669-bis e 703 c.p.c.;
  • Lettere raccomandate del___________ e del__________;
  • Mappe catastali dei fabbricati e terreni nn._____________;
  • Scrittura privata registrata del 26.06.2009.
  • ____________________________.

____________, lì____________                                                               Avv.____________ (firma)

PROCURA

Il sottoscritto Tizio, nato a __________, il ________ residente in_________, alla Via ______________, (C.F.__________) informato ai sensi dell’art. 4, 3° comma, del D.lgs. n. 28/2010 della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ivi previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 del medesimo decreto, come da atto allegato, delega l’Avv.____________, del Foro di _________, a rappresentarlo e difenderlo nel presente giudizio e in ogni successiva fase, conferendo allo stesso ogni più ampia delega e procura consentita dalla legge, quale, a titolo esemplificativo e non esaustivo, conciliare, transigere, quietanzare, incassare somme, nominare sostituti in udienza ed indicare domiciliatari,

Elegge domicilio

presso lo studio dello stesso avvocato in _________________, via ___________________,

Dichiara

inoltre di aver ricevute tutte le informazioni previste dagli artt. 7 e 13 del D.Lgv. 30 giugno 2003, n. 196 e presta il proprio consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento del mandato conferito.

 

_____________, lì______________                                            

                                                                                                     Tizio (firma)

                                                                                                     E' vera ed autentica

                                                                                                    Avv._______ (firma)

 

 

                                                                                              (di Giuseppe Potenza)