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Comparsa di costituzione riconvenzionale - Traccia 13 dicembre 2007 (Atto civile)
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UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA

Comparsa di costituzione riconvenzionale

 

Traccia

In data 15.01.1983, Tizio concede in comodato quinquennale al proprietario confinante Caio un terreno sito in Roma alla via Mareluna distinto in catasto al foglio x, particella Y.

Con atto pubblico del 15.06.1986, Tizio dona il fondo di cui sopra all’associazione culturale Beta della quale è membro da svariati anni.

Caio appresa tale notizia del mese del luglio dello stesso anno 1986, recinta con paletti di ferro e cancello il fondo fin li condotto quale comodatario e lo occupa mediante la costruzione di immobile che adibisce a propria residenza principale.

In data 15.11.2007, l’associazione culturale Beta notifica a Caio atto di citazione innanzia al Tribunale di Roma con il quale, dopo aver premesso:

- di essere proprietario del fondo sito in Roma alla via Mareluna identificato al foglio x, particella y del catasto terreni in ragione di atto pubblico di donazione del 15.06.1986, reso da notaio Z.

- che, il contratto di comodato concluso dal proprio dante causa Tizio in data 15.01.1983, aveva durata quinquennale, e, pertanto, era da considerarsi ormai scaduto.

- che, a partire dal gennaio del 1988, Caio occupa senza titolo il fondo di proprietà dell’associazione attrice, rifiutandosi di restituire lo stesso;

chiedeva l’estromissione di Caio dal possesso del fondo con contestuale condanna al ripristino dello stato dei luoghi, nonché al risarcimento del danno per mancato godimento del bene.

Caio, ritenendo di aver ormai usucapito, si rivolge al proprio legale di fiducia conferendogli mandato alle liti per resistere in giudizio.

Il candidato, assunte le vesti del legale di Caio, rediga l’atto giudiziario più opportuno.

 

 

TRIBUNALE CIVILE DI ROMA

COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA

CON DOMANDA RICONVENZIONALE

 

PER

 

Il sig. Caio nato a Roma il… e residente ivi alla Via Mareluna C.F…. rappresentato e difeso dall’Avv… presso il quale è elettivamente domiciliato in Roma alla Via… , giusta mandato in calce al presente atto

-convenuto-

CONTRO

 

L’Associazione culturale Beta in persona del suo Presidente e legale rappresentante protempore corrente in Roma alla Via… rappresentata e difesa dall’avv. … del foro di Roma giusta mandato a margine dell’atto di citazione

- attore-

FATTO

 

In data 15.11.2007, l’associazione culturale Beta notificava a al sig. Caio atto di citazione a comparire innanzi a codesto on.le Tribunale Civile di Roma esponendo quanto in prosieguo:

- di essere proprietaria del fondo sito in Roma alla via Mareluna identificato al foglio x, particella y del catasto terreni in ragione di atto pubblico di donazione del 15.06.1986, reso da notaio Z;

- che, il contratto di comodato concluso dal proprio dante causa Tizio in favore di Caio, in data 15.01.1983, aveva durata quinquennale, e, pertanto, era da considerarsi ormai scaduto;

- che, a partire dal gennaio del 1988, pertanto, Caio occupa senza titolo il fondo di proprietà dell’associazione attrice, rifiutandosi di restituire lo stesso di guisa che chiedeva l’estromissione di Caio dal possesso del fondo con contestuale condanna al ripristino dello stato dei luoghi, nonché al risarcimento del danno per mancato godimento del bene.

Si costituisce con il presente atto l’odierno comparente nella spiegata qualità, impugnando e contestando, estensivamente, parola per parola, tutto quanto ex adverso dedotto, eccepito e prodotto siccome inammissibile ed in ogni caso infondato in fatto ed in diritto.

I fatti narrati dall’attore, infatti, sono privi di pregio, fuorvianti e sprovvisti del benché minimo corredo probatorio.

Occorre pertanto e per amore di verità riportare la vicenda qui all’esame nei suoi esatti e corretti svolgimenti evidenziando quanto segue:

1. Nel lontano mese di luglio 1986 il sig. Caio, ancorché in qualità di comodatario del fondo sito in Roma alla via Mareluna identificato al foglio x, particella y del catasto terreni, decide di recintare con paletti di ferro e cancello il fondo sino a quel momento condotto senza alcuna formale opposizione da parte del proprietario;

2. nello stesso periodo il sig. Caio decide anche costruire sul fondo de qua un immobile  da adibire a sua abitazione principale manifestando evidentemente la volontà di possedere il fondo uti dominus;

3. I lavori testé citati sono stati eseguiti dall’impresa…giusta fatture nn….del… asseverate agli atti;

4. tutti i lavori sono stati pienamente visibili, potenzialmente controllabili ma giammai contestati dalla società attrice.

Da tanto si evince, pertanto, che la domanda attorea non può essere accolta per i seguenti motivi

 

DIRITTO

 

1. Acquisto della proprietà del bene a titolo originario per intervenuta usucapione;

Come noto ai sensi e per gli effetti dell’art. 1158 del c.c. la proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano per usucapione in virtù del possesso continuato per venti anni. L’usucapiente acquista, pertanto, il diritto in maniera automatica, ipso iure, per effetto della semplice congiunzione tra possesso e decorso del tempo ed al di fuori di qualsivoglia nesso con la situazione giuridica del precedente titolare. L’interruzione di tale possesso può avvenire solo tramite esercizio di una azione giudiziaria contro il possessore per il recupero del bene prima che maturino gli effetti stabili dal richiamato art. 1158 c.c diversamente, quindi, dal contegno tenuto dall’attore con l’atto di citazione qui impugnato e manifestamente tardivo.

2. Avvenuta interversione ex art. 1141 2° comma c.c.

Non può revocarsi in dubbio che il possesso del sig. Caio si è protratto in modo continuato per oltre venti anni.

A tal fine sufficit evidenziare che l’apposizione da parte del convenuto di  una recinzione con paletti di ferro e di un cancello nonché, addirittura, la costruzione di immobile che adibisce a propria residenza principale sono sicuramente elementi probatori inconfutabili a dimostrare quell’animus possidenti idoneo a realizzare interversione ex art. 1141 2° co c.c. (In tal senso si veda da ultimo  Cass. 10.10.2007 n. 21252).

Ed invero, diversamente da quanto assunto dall’attore,  la disposizione dell'art. 1141 c.c., comma 2  prevede che, se alcuno ha cominciato ad avere la detenzione, non può acquistare il possesso finché il titolo non venga ad essere mutato per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore, mutamento - questo - che richiede il compimento di uno o più atti esterni dai quali sia possibile desumere la modificata relazione di fatto con la cosa detenuta attraverso la negazione dell'altrui possesso e l'affermazione del proprio (v. ex plurimis Cass. n. 4404/06, n. 12007/04, n. 7337/02 e n. 1484/77).

Tanto premesso eccepito e dedotto il sig. Caio ut supra rappresentato difeso e domiciliato rassegna le seguenti

 

CONCLUSIONI

 

Piaccia all’on.le tribunale adito contrariis reiectis così provvedere:

In via principale previa declaratoria di accertamento del possesso continuato per oltre venti anni da parte del sig. Caio rigettare le domande spiegate da esso attore siccome inammissibili ed infondate e per l’effetto in via riconvenzionale dichiarare l’usucapione del terreno distinto in catasto al foglio x, particella Y. in favore del sig. Caio con gli incombenti formali di trascrizione rimessi dall’on.le giudicante al conservatore dei registri immobiliari con esenzione di responsabilità per il medesimo.

In via subordinata e per mero tuziorismo difensivo, nella denegata ipotesi di reiezione dell’eccezione principale, voglia l’on.le G.I. adito condannare esso attore alla refusione delle spese sostenute per le migliorie apportate al fondo dal convenuto pari a €….o in quella misura maggiore o minore che il giudicante riterrà di giustizia anche all’esito eventuale di una CTU che sin d’ora si chiede in via istruttoria, ovvero, dichiarare, ove necessario, compensata, la richiesta di risarcimento danni con attribuzione, in ogni caso, ed in via riconvenzionale, al convenuto dell’eventuale residuo eccedente.

Con vittoria di spese, diritti ed onorari di lite oltre IVA e CAP come per legge da distrarre in favore del sottoscritto procuratore antistatario.

Ai sensi e per gli effetti di cui al DPR 115/2002 e succ. mod ed int., si dichiara che la spiegata domanda riconvenzionale non modifica il valore della causa e che pertanto non è dovuto alcun contributo integrativo.

 

IN VIA ISTRUTTORIA

 

Si chiede all’ill.mo G.I., previa, e se del caso, disponenda CTU per la corretta quantificazione del valore delle migliorie eseguite sul fondo dal Sig. Caio, ammettersi:

-alla prova diretta e contraria sulle circostanze e con i testi ex adverso indicati;

- alla prova per testi a mezzo dei sigg.ri…sulle circostanze di cui ai nn. 1,2,3,4, della narrativa di fatto che precedute dall’espressione “vero che” possono considerarsi autonomi capitoli di prova.

Si offrono in comunicazione i seguenti documenti:

a) n…. foto dello stato dei luoghi;

b) certificato storico di residenza del sig. Caio;

c) fatture nn……. del …… emesse dall’impresa…;

Con riserva di meglio articolare e dedurre anche in considerazione del contegno processuale della controparte e nei termini indicati dall’art. 183 c.p.c.;

Salvezze illimitate.

Roma li                                                         avv.

 

 

Egr. sig. Avv… Vi nomino mio avvocato e procuratore per rappresentarmi e difendermi nel presente giudizio ed in quello eventuale di appello conferendoVi all’uopo ogni più ampia facoltà di legge ivi compresa quella di transigere, rinunciare agli atti, accettare la rinuncia agli atti, proporre domande riconvenzionali e chiamare in causa terzi  Eleggo domicilio presso il Vs. studio in Roma alla Via…

Ratifico si d’ora il Vostro operato.

Firma del sig. Caio

Per autentica

Firma dell’avvocato.

 

(di LuigiCameriero)

 

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