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Memoria 415 BIS favoreggiamento
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Atto di penale

Memoria ex art. 415-bis c.p.p. e contestuale richiesta di interrogatorio dell’indagato ex art. 415-bis comma 3 c.p.p.. Acquisto di modiche quantità di stupefacente, favoreggiamento personale del tossicodipendente ed esimente di cui all’art. 384 c.p..

 

Traccia

Tizio, incensurato, è un noto rappresentante di una ditta di automobili e, per questi motivi, è spesso in giro con la sua autovettura per lavoro. Lo stesso, tuttavia, è dedito all’uso di sostanze stupefacenti e, a tal uopo, viene sentito nel corso delle indagini preliminari su di una associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti, come persona informata sui fatti.

Spaventato per le conseguenze delle sue dichiarazioni, a domanda posta dalle Autorità, Tizio non fornisce alla Polizia giudiziaria informazioni atte a identificare le persone che realizzavano traffico di stupefacente e che, tra le altre cose, risultavano essere dalle indagini i suoi diretti fornitori.

Infatti, dichiarazioni ammissive del consumo personale di stupefacente, non solo avrebbero recato un inevitabile pregiudizio alla reputazione di Tizio nell’ambiente di lavoro, nonché al suo stato di incensurato, ma, soprattutto, lo avrebbero esposto alle sanzioni amministrative di cui all’art. 75 D.P.R. n. 309/1990 ed, in particolare, alla sospensione dell’abilitazione alla guida, con le evidenti ripercussioni sul suo lavoro di rappresentante.

Tizio, quindi, viene indagato per favoreggiamento personale, ai sensi dell’art. 378 c.p..

In data _____ il P.M. fa notificare a Tizio ed al suo difensore avviso della conclusione delle indagini.

Il candidato, nelle vesti di legale del Sig. Tizio, rediga memoria ai sensi dell’art. 415-bis c.p.p., evidenziando l’eventuale assenza di elementi costitutivi del reato, ovvero l’applicazione dell’art. 384 c.p., e formulando contestuale richiesta di interrogatorio dell’indagato.

 

Giurisprudenza correlata

 

  • Cassazione penale, Sezioni Unite, Sentenza 22 febbraio 2007 - 5 giugno 2007, n. 21832 (L’acquirente di modiche quantità di sostanza stupefacente – qualora non siano emersi elementi indicativi di uso non personale – deve essere sentito nel corso delle indagini preliminari come persona informata sui fatti. E' configurabile il delitto di favoreggiamento nel caso in cui l’acquirente di modiche quantità di sostanza stupefacente per uso personale, sentito come persona informata sui fatti, si rifiuta di fornire alla P.G. informazioni sulle persone da cui ha ricevuto la droga; in tale ipotesi è applicabile l’esimente di cui all’art. 384, co. 1, C.P. se in concreto le informazioni richieste possono determinare un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell’onore, anche se determinato dall’applicazione delle misure previste dall’art. 75 D.P.R. 9.10.1990 n. 309.)

 

Svolgimento

 

All’Ill.mo Sig. Procuratore della Repubblica Dott. ___

Presso il Tribunale di ______

Memoria difensiva ex art. 415- bis c.p.p. e contestuale richiesta di interrogatorio dell’indagato ex art. 415 bis 3° comma c.p.p.

proc. pen. n…R.G.N.R.

Il sottoscritto avv. ______, nell’interesse del sig. Tizio, nato a _____il ____ e residente in ____alla via ____n. __, indagato nel procedimento penale indicato in epigrafe, per il reato di cui all’art. 378 c.p., per aver non aver fornito alla Polizia giudiziaria informazioni atte a identificare le persone che realizzavano traffico di stupefacente, giusta nomina che si allega alla presente, espone quanto segue.

A seguito della ricezione dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis c.p.p., si è potuto accedere al fascicolo di indagine depositato presso la segreteria della S.V. Ill.ma e prendere atto dell’attività fino ad oggi condotta.

Orbene, dalla consultazione della suddetta documentazione emerge che, in realtà, il sig. Tizio non ha posto in essere alcuna condotta suscettibile di conseguenze penali, e, comunque, in ogni caso, tale condotta posta in essere appare ictu oculi scriminata ai sensi dell’art. 384 c.p.

Come è noto infatti, il reato di favoreggiamento personale, ai sensi e per gli effetti dell’art.  378 c.p.,  sanziona un comportamento che venga tenuto al fine di impedire il regolare svolgimento da parte dell’Autorità di attività di indagine penale o, comunque, di ricerca di un soggetto che sia sospettato di essere autore di un reato effettivamente commesso.

Quanto all’elemento psicologico del reato, l’illecito richiede il dolo generico, consistente nella cosciente volontà di prestare soccorso, attraverso lo sviamento delle attività di indagine e di ricerca, all’autore di un reato precedentemente commesso.

Orbene, tale elemento psicologico del reato non è rinvenibile nella condotta di Tizio. Lo stesso, infatti, si è limitato a serbare un reticente silenzio, senza cadere nel mendacio, ovvero senza ingannare i pubblici ufficiali circa l’origine della sostanza stupefacente.

Va evidenziato, inoltre, in questa sede, che non sempre dottrina e giurisprudenza sono concordi nel ritenere sussitente il dolo in caso di condotta omissiva del reato di favoreggiamento. Ne consegue che, per quanto sino ad ora esposto, nella condotta del Sig. Tizio non si rinviene l’elemento psicologico del reato.

Tuttavia, ancorché non si voglia condividere questa opzione ermeneutica, rimane comunque il fatto che la condotta di Tizio risulta scriminata ai sensi e per gli effetti dell’art. 384 c.p..

La norma de qua, infatti, esclude la punibilità per la maggior parte dei delitti contro l’amministrazione della giustizia, quante volte il fatto risulti commesso per esser stato costretto il suo autore dalla necessità  di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave ed inevitabile nocumento nella liberta o nell’onore.

Orbene, l’articolo de quo si applica anche al delitto di favoreggiamento personale.

Ciò posto, la condotta reticente di Tizio è senza dubbio dovuta alle ripercussioni che l’ammissione dell’utilizzo di sostanze stupefacenti avrebbero avuto sulla sua attività lavorativa, nonché sull’opinione che altri potevano avere della propria persona, visto e considerato il suo stato di incensurato.

Non solo, ma il nocumento era altresì rappresentato anche dalle conseguenze sanzionatorie discendenti dall’illecito amministrativo previsto all’ art. 75 d. P.R. 309/1990 nel caso di accertata detenzione di sostanze stupefacenti per uso esclusivamente personale.

Ne consegue che, anche a volere ritenere astrattamente configurabile la sua responsabilità ai sensi dell’art. 378 c.p., per aver tenuto un atteggiamento reticente al cospetto dei pubblici ufficiali, va esclusa la sua punibilità in concreto per l’applicazione della speciale causa di non punibilità indicata.

Si ponga in tal senso mente al concreto rischio di subire una sospensione della patente, circostanza che avrebbe potuto comportagli la perdita del lavoro di rappresentante.

Anche sul piano dell’onore, l’applicazione della sanzione avrebbe potuto recare al mio assistito un evidente vulnus sul piano dell’immagine sociale, atteso il suo status di soggetto incensurato.

In conclusione, si ritiene che non solo Tizio non andrebbe incontro a responsabilità penale, attesa la natura sostanzialmente omissiva della sua condotta,  ma che, nel caso de quo, rilevi anche l’applicazione della causa di non punibilità di cui all’art. 384 c.p..

Difatti, dichiarazioni necessariamente ammissive del consumo personale di stupefacente avrebbero recato inevitabile pregiudizio alla reputazione del soggetto nell’ambiente di lavoro e al suo “status”, esponendolo alle sanzioni amministrative di cui all’art. 75 D.P.R. n. 309/1990 e quindi alla sospensione dell’abilitazione alla guida.

Si è espressa in questi termini anche la Cassazione a Sezioni Unite (Cassazione penale, Sez. un., sentenza  22 febbraio 2007,  n. 21832).

A tale riguardo, chiarificatrici potranno essere le delucidazioni che il Sig. Tizio intende fornire in sede di interrogatorio, richiesta che, ai sensi dell’art. 415 bis 3° comma c.p.p., egli formula con la presente istanza.

Pertanto, sulla scorta di quanto innanzi esposto, il sig. Tizio, a mezzo del sottoscritto difensore,

chiede

di essere sentito in merito alle vicende oggetto dell’addebito mosso nei suoi confronti.

 

 

Luogo e data

 

Avv. ____________

nomina del difensore

Nomino mio difensore di fiducia l’Avv. ________ del Foro di _________, con studio in ____, alla via_____,conferendogli ogni più ampia facoltà di legge, inclusa quella di proporre impugnazioni in ogni stato e grado del procedimento, compresa la fase dell’esecuzione e della revisione.

Eleggo domicilio presso il suo Studio Professionale, sito in _______, alla Via ________.

Tizio

E’ vera ed autentica

Avv. __________

 

 (di Elvira Buttiglione)

 

 

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